La crescita inflazionistica è chiara da oltre un anno e costantemente riportata dai media, con previsioni che si rincorrono e che sono sempre al rialzo rispetto al mese precedente; la borsa già da qualche mese ha mostrato i primi segnali di flessione, i prezzi degli immobili in America e nelle principali capitali sia occidentali che orientali sono in crescita dalla seconda parte del 2020 con un vero boom nel 2021, ma tutto questo non era bastato finora agli italiani per affrettarsi ad acquistare immobili in città, almeno fino a questo autunno quando qualcosa è cambiato ed ha fatto comprendere che bisognava evitare di perdere le occasioni migliori. 

In una realtà significativa come quella della città di Firenze, sono stati acquistati tra settembre e novembre circa la metà dei forse 30 immobili di vero pregio che erano presenti in vendita in centro alla fine luglio, in buona parte proprio da stranieri.

Gli stranieri sono tornati a volare sugli aeroporti del Belpaese e ad affollare non soltanto gli hotels e gli airbnb ma anche le agenzie immobiliari specializzate nel “second home” per acquistare, ed in questo autunno hanno fatto letteralmente razzia dei migliori pezzi invenduti fino all’Estate 202, tanto che in una realtà significativa come quella della città di Firenze, sono stati acquistati tra settembre e novembre circa la metà dei forse 30 immobili di vero pregio che erano presenti in vendita in centro alla fine luglio, in buona parte proprio da stranieri. Di questo si sono finalmente di colpo avveduti gli Italiani, che già stavano cercando ma che ritenevano di poter spuntare un prezzo migliore, e le mails ed i telefoni delle agenzie immobiliari sono tornati bollenti come nel 2007. 

Attendere ancora per gli acquirenti italiani sarebbe non solo infruttuoso ma deleterio perché il fenomeno di crescita dei prezzi del 20% in media avvenuto tra il secondo semestre 2020 ed il 2021 a Los Angeles, Londra, Amsterdam, Dubai, con volumi di vendita addirittura raddoppiati a Singapore rispetto al 2019, sta avvenendo adesso in Italia dove è appena iniziato, come consueto con un anno di ritardo rispetto alle grandi capitali mondiali, per una tipica indolenza del mercato immobiliare nostrano a recepire le indicazioni del mercato mondiale, dei cui motivi sarebbe interessante discutere in una tavola rotonda tra esperti del settore, economisti e sociologi.

Honk Kong's sales volumes chart in years 2019 and 2021
Savills Research, FT Weekend, November 27-28, 2021

Gli Italiani per dovere di cronaca si erano già resi particolarmente attivi negli acquisti sulla costa, di seconde case per le vacanze nell’ultimo anno solare, e di questo avevo scritto più volte nei precedenti articoli già nella seconda parte del 2020, quando rilevavo come invece l’interesse per la città fosse modesto allora, mentre adesso risulta a tutti chiaro che non conviene proprio indugiare oltre perché “chi dorme non piglia pesci “o meglio con espressione cara agli anglo sassoni e molto più confacente alla situazione attuale perché YOU SNOOZE YOU LOSE, giacchè altri arriveranno prima di te sugli oggetti migliori.

Perché sono proprio gli oggetti di lusso ad essere presi d’assalto e particolarmente quelli dotati di vista panoramica e monumentale, nonché quelli dotati di terrazza o giardino ,ma soprattutto quelli inseriti in contesti condominiali (Palazzi o grandi Ville frazionate) appena ristrutturati integralmente negli indirizzi più prestigiosi, che sono numerosi in città come Londra e New York ma davvero pochi nelle principali città italiane, con la sola eccezione di Milano forse dove questo tipo di offerta è presente grazie alle iniziative di vari fondi immobiliari.

Attendere ancora per gli acquirenti italiani sarebbe non solo infruttuoso ma deleterio perché il fenomeno di crescita dei prezzi del 20% in media avvenuto tra il secondo semestre 2020 ed il 2021 a Los Angeles, Londra, Amsterdam, Dubai, con volumi di vendita addirittura raddoppiati a Singapore rispetto al 2019.

Questa scarsità di offerta è rilevata in modo identico anche in un recente interessante articolo del FT weekend del 27 Novembre a proposito di Barcellona dove si evidenzia come manchi in città lo “Stock” necessario di prodotti per la domanda che è riesplosa anche lì con la riapertura dei voli.

Per concludere questa breve analisi, a mio avviso è ragionevole pensare che i prezzi delle principali città Italiane e delle città d’arte, che si sono mantenuti stabili durante il 2020 e la prima metà del 2021 vedranno entro la fine del 2022 un aumento del 20% su base annua limitatamente agli immobili di maggior pregio, aumento che è già in corso con vari prezzi peraltro già rivisti al rialzo in questi giorni dai pochi sviluppatori/costruttori attivi, che hanno ripreso a vendere da Settembre e che quindi vedono la loro offerta di prodotto scarsa adesso rispetto ad una domanda crescente e variegata.

Opening snapshot is taken from the “Under The Tuscan Sun”

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